Celebrare la potenza espressiva
della carta attraverso le opere di venti protagonisti della
scena artistica nazionale e internazionale, spaziando da lavori
realizzati dagli anni Novanta fino ad altri di più recente
produzione. Ed esplorare la carta non più come supporto
transitorio, ma come “campo di battaglia e di poesia”,
concentrando l’attenzione verso brillanti ‘maestri del segno’
che hanno saputo infondere nel foglio un’energia cromatica e
gestuale sorprendente. Vuole essere questo la mostra ‘Carte
Magiche’ che ha preso il via a Vitulano (Benevento) nella
galleria ‘Casa Turese arte contemporanea’.
Un’esposizione collettiva, con la guida critica di Maria
Letizia Paiato, che non è solo una rassegna tecnica, come
spiegano gli organizzatori, ma un “territorio di sperimentazione
pura: tra pigmenti vibranti, tratti decisi e sovrapposizioni
cromatiche, il supporto cartaceo perde la sua natura effimera
per farsi opera autosufficiente”. “Dall’aniconismo materico alla
citazione colta, dalla figurazione ironica al lirismo astratto”,
la mostra offre uno spaccato eterogeneo di come il colore possa
‘abitare’ il segno, trasformando ogni foglio in un microcosmo
magico, oggetto vibrante, con narrazioni visive”.
Fra gli spazi di Casa Turese, la galleria fondata nel comune
sannita da Tommaso De Maria, ‘Carte Magiche’ (aperta fino al 30
giugno) è anche un dialogo fra la tradizione e la
contemporaneità delle ricerche artistiche, dove le opere
selezionate testimoniano di autori che, si rileva, “hanno saputo
trasformare la fragilità della carta in un campo di forza
visiva, e dove la sperimentazione tra segno e colore e le
qualità materiche di ogni singola carta, raggiungono vette di
assoluta libertà”. In mostra vi sono opere di
Alessandro Bazan,
Angelo Casciello, Giorgio Cattani, Pino Deodato, Stefano Di
Stasio, Salvatore Emblema, Enzo Esposito, Peter Krawagna, Paolo
Laudisa, Rodolfo Llopiz Cisneros, Nicola Maria Martino, Karl
Klaus Mehrkens, Gian Marco Montesano, Luis Moro, Michele Rio,
Mario Salina, Gabriele Turola, Alessandro Verdi, Igor Verrilli,
Dirk Westermann.
Dice il direttore di Casa Turese, Tommaso De Maria: “Il
titolo racconta della capacità attrattiva di opere pittoriche
realizzate esclusivamente su supporto cartaceo, lavori pensati
in un percorso espositivo che ne ha posto in evidenza le singole
specificità. L’evento ripercorre gran parte della storia della
galleria, sintetizzando un percorso lungo 30 anni”.
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