Il Piccolo teatro avvia la stagione
in cui festeggia i suoi ottant’anni con il lavoro di uno dei
suoi artisti associati, Tiago Rodrigues, drammaturgo, regista,
attore nonché direttore del festival di Avignone, uno dei più
importanti al mondo, che per la prima volta firma una regia in
italiano.
Dal 29 settembre al 18 ottobre al Piccolo teatro Grassi andrà
in scena ‘Coro degli amanti’, pièce che Rodrigues ha scritto in
più fasi, già andata in scena in francese e poi, in traduzione,
in portoghese, catalano e greco. Solitamente Rodrigues non ha
problemi a portare i suoi spettacoli in tour nella lingua
originale grazie ai sovratitoli, “ma questa volta – spiega – non
era possibile” perché i due protagonisti in scena ‘cantano’
insieme in un coro d’amore spesso all’unisono. Da qui l’idea di
rifare lo spettacolo in ogni Paese traducendolo, anzi
ricreandolo grazie alla presenza di protagonisti diversi, che
con la loro personalità danno ciascuno la propria
interpretazione del testo. In questo caso i protagonisti sono
Isabella Ragonese e Francesco Alberici che raccontano in quattro
canzoni (la prima scritta nel 2006, prima pièce di Rodrigues,
altre due dell’anno successivo e la finale e più corposa del
2020) l’amore, la passione e il tempo che passa, che forse non
basta perché la vita finisce.
Di “gioco del tempo” parla il direttore artistico del Piccolo
Claudio Longhi intervenuto alla conferenza stampa di
presentazione con il direttore generale Lanfranco Li Cauli.
I due interpreti parlano all’unisono “in una metafora
dell’amore: due persone – spiega Rodrigues autore e regista –
pronunciano frasi identiche perché la loro intesa è speciale, si
guardano negli occhi e sanno di stare pensando le stesse cose.
Sono partito da quel che accade quando capita di ascoltare una
coppia raccontare un aneddoto impiegando le stesse parole e
focalizzandosi sui medesimi dettagli”. E il modo in cui
pronunciano le parole “completa il senso” del testo.
Alcune delle recite in programma rientrano nel palinsesto di
Milano Teatro City, quella del 15 ottobre è arricchita da un
touch tour per il pubblico cieco e ipovedente a scoperta di
costumi ed elementi scenografici seguito dall’audiodescrizione
dello spettacolo (realizzata con la collaborazione del Centro
Diego Fabbri Ets di Forlì) trasmessa in cuffia.
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