Gruppi di anarchici sono stati bloccati su vari ingressi del parco degli Acquedotti a Roma, arrivati per una manifestazione di commemorazione dei due militanti anarchici morti nell’esplosione del 19 marzo, vietata dalla Questura. Sono 91 le persone ritenute pericolose e sospette, valutati i presupposti per il fermo preventivo condivisi dal pm di turno, sono state accompagnate negli uffici della questura per il fotosegnalamento e l’eventuale adozione dei fogli di via obbligatori.
In mattinata oltre 50 anarchici, intorno alle 9.30, si sono ritrovati a Roma, all’incrocio tra via Lemonia e Circonvallazione Tuscolana, all’altezza di una chiesa, per commemorare e portare fiori nel luogo in cui hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. I due anarchici sono morti in seguito all’esplosione di un ordigno un casale nel Parco degli Acquedotti, nella zona dell’Appio Claudio. Il presidio che era stato vietato, si è svolto sotto il controllo di un ingente schieramento delle forze dell’ordine, con diversi mezzi e la presenza anche di agenti a cavallo. Durante la commemorazione si sono sentiti canti e si sono visti mazzi di fiori, anche rossi e neri, colori di una delle bandiere simbolo degli anarchici. Continuano i controlli dell’area e sui manifestanti da parte della digos e dal nucleo informativo dei carabinieri di Roma.
Anarchici sul web: “Quartiere militarizzato, dalla polizia dimostrazione muscolare”
“Il quartiere è militarizzato. È stata un’identificazione di massa. C’è stata una dimostrazione muscolare anche con gente in uniforme a cavallo”. Così sui siti anarchici alcuni testimoni definiscono i fermi preventivi e i manifestanti bloccati su vari ingressi del parco degli Acquedotti a Roma, arrivati per una manifestazione di commemorazione dei due militanti anarchici morti nell’esplosione del 19 marzo, vietata dalla Questura.
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