Restaurate la Porta dei Martiri e
la Porta degli Apostoli della Sagrestia Vecchia della basilica
di San Lorenzo a Firenze, realizzate da Donatello tra il 1440 e
il 1442 circa. L’intervento – reso possibile grazie al sostegno
di Friends of Florence attraverso il dono di Michael e Sandy
Collins – è stato eseguito dal’Opificio delle Pietre dure di
Firenze.
Commissionate dalla famiglia Medici le due porte sono
costituite da una coppia di battenti e rappresentano uno degli
esempi più innovativi della ricerca plastica di Donatello nella
maturità artistica: le quattro ante, realizzate con la tecnica
della fusione a cera persa, sono concepite come veri e propri
polittici a rilievo. Su ogni battente cinque grandi riquadri
ritraggono coppie di santi, l’identità della maggior parte dei
quali resta incerta ad eccezione di Stefano, Lorenzo Cosma e
Damiano, protettori della famiglia Medici, nella Porta dei
Martiri (così chiamata perché ciascuna figura reca un ramo di
palma, simbolo del martirio) e Giovanni Battista, i Padri della
Chiesa e gli Evangelisti nella Porta degli Apostoli. Eleganti
fregi, spezzati da rosette, incorniciano i riquadri.
Dopo l’iniziale spolveratura è stato eseguito un lavaggio a
vapore, coadiuvato dal passaggio di tamponi e pennelli,
finalizzato ad eliminare i depositi e le sostanze cerose e/o
oleose presenti sulle superfici da precedenti interventi di
manutenzione. La pulitura è stata effettuata mediante l’azione
di miscela di solventi diversi. La soprintendente dell’Opificio
delle Pietre Dure Emanuela Daffra ha ricordato che “l’intervento
è stato accompagnato e seguito da uno studio molto approfondito,
ha portato alla conoscenza della struttura e alla rimozione di
tutti gli elementi potenzialmente nocivi e di quelli che
nascondevano la qualità esecutiva della realizzazione”. “Il mio
augurio è che la gratitudine per il lavoro svolto possa tradursi
sempre più nell’impegno concreto di tutti per custodire e
restaurare le pietre vive della nostra città”, ha osservato
l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli.
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