Un viaggio musicale dalle tenebre del
Caos alla luce del Giardino dell’Eden: è il grandioso oratorio
”La Creazione” di Franz Joseph Haydn che Daniel Harding
affronta per la stagione sinfonica dell’ Accademia Nazionale di
Santa Cecilia il 26 e 27 febbraio alle 20 e il 28 alle 18 nell’
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il direttore
musicale della fondazione romana torna quindi sul podio per
guidare l’ orchestra e il coro – istruito in questa occasione da
Sam Evans – in uno degli appuntamenti più luminosi del
cartellone. In questa produzione saranno affiancati da un cast
vocale d’eccezione, con il soprano Katharina Konradi, il tenore
Joshua Ellicott e il basso Michael Nagy. Il 27 febbraio alle
18.30 nello Spazio Risonanze è previsto un incontro con il
divulgatore Giovanni Bietti, all’interno del ciclo Spirito
Classico, per approfondire il brano in programma. Un’occasione
per avvicinarsi alla musica con un gusto nuovo e per scoprire la
storia e il contesto in cui i grandi capolavori hanno visto la
luce. Dalle solenni architetture degli oratori di Händel fino
alla sfolgorante alba che apre Così parlò Zarathustra di
Strauss, il tentativo di tradurre in suoni l’origine
dell’universo ha sempre esercitato una fascinazione magnetica su
compositori e pubblico. In questo solco si inserisce il
capolavoro di Haydn del 1798, nato proprio sotto l’influenza dei
monumentali oratori händeliani ascoltati durante i suoi
soggiorni londinesi. Scritto nel 1798, La Creazione rappresenta
per Haydn il culmine di un sentimento religioso placido e
gioioso. ”Quando penso a Dio il mio cuore è talmente pieno di
gioia che le note mi sgorgano fuori come una fontana”, scrisse
il compositore. Il racconto si snoda in tre parti: dalle tenebre
misteriose del Caos iniziale, il pubblico vedrà sorgere la luce,
fino al canto d’amore di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden.
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