“Sapevamo che sarebbe stato un
processo difficile ma non ci aspettavamo queste condizioni”.
Sono le parole di Antonino Laganà, il fratello di Kevin, la più
giovane delle cinque vittime della strage di Brandizzo (Torino),
all’uscita dal palazzo di giustizia di Ivrea dopo la prima
udienza del processo.
Le aule video collegate, a causa della carenza di spazi,
hanno colpito i famigliari delle vittime: “Avevamo richiesto
un’aula dove potevamo esserci tutti – dice il papà di Kevin,
Massimo – almeno per guardare in faccia le persone. Qui ci
vediamo attraverso uno schermo, come se fossimo collegati da
casa. Non è certo colpa dei magistrati di Ivrea. Caso mai dei
piani alti che avrebbero dovuto dare una mano a questa procura e
al tribunale”.
Antonino Laganà rincara la dose: “Abbiamo aspettato tre anni
e non possiamo nemmeno vedere in faccia i colpevoli. Ci
aspettavamo di più. E’ una situazione vergognosa”.
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