A 20 anni dalla scomparsa di
Oriana Fallaci, morta il 15 settembre 2006, un libro ne
ripercorre il periodo newyorkese, forse il più intimo ma anche
il più difficile per la scrittrice, analizzando soprattutto i
giorni della stesura del celebre articolo ‘La Rabbia e
l’Orgoglio’, pubblicato il 29 settembre del 2001 sul Corriere
della sera su richiesta dell’allora direttore Ferruccio De
Bortoli, e del volume omonimo pubblicato da Rizzoli (180 pagine,
18,50 euro).
Sono gli scritti con cui la Fallaci ruppe un silenzio durato
dieci anni per prendere posizione sull’attacco alle Torri
Gemelle di New York, la mattina dell’11 settembre 2001 non molto
lontano dalla sua casa a Manhattan sulla 61/a strada dove si era
trasferita dagli anni ’90. Accolto con enorme clamore in Italia
e all’estero, quell’articolo la rese un’icona divisiva e il
libro si trasformò immediatamente in un caso mondiale,
diventando il fulcro del dibattito internazionale sul terrorismo
islamico.
Per ricordare l’autrice nell’anno della sua scomparsa esce
‘Punto e basta’, pubblicato da Paesi Edizioni (102 pagine, 14
euro), presentato in anteprima ieri sera a Firenze a Testo, la
fiera dell’editoria contemporanea organizzata da Pitti Immagine
alla Stazione Leopolda. Il saggio, che include contenuti a firma
di Ferruccio De Bortoli, Alessandro Trocino, Simonetta
Sciandivasci, Alessandro Cannavò, Cristina Bulgheri, disseziona
il mito ma anche le fragilità di Oriana Fallaci, la solitudine
newyorkese, la lotta contro il cancro, le lettere dei lettori.
Ripercorre, in primis, i giorni della genesi del famoso
articolo scritto per il Corriere, con il racconto di De Bortoli
che lo commissionò, e poi ci sono scorci della vita di Fallaci a
New York. E’ un ritratto intimo che indaga aspetti sconosciuti
della scrittrice nata a Firenze nel 1929 e definita “uno degli
autori più letti ed amati del mondo” dal rettore del Columbia
College of Chicago, che le conferì la laurea ad honorem in
letteratura. Evocativo il titolo scelto, che rimanda alla
filosofia di Fallaci: “Dico quello che penso e quello che penso
è ciò che la gente pensa e quasi mai dice. E quello che la gente
pensa e quasi mai dice è la verità”, punto e basta.
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