Ascolta la versione audio dell’articoloA volte la storia dell’arte è andata più velocemente del solito, perché due famiglie si sono trovate e riconosciute. Il Barocco romano e’ nato proprio da quel ’alleanza che ha il carattere della scelta reciproca. Da una parte i Bernini, bottega di scultori toscani trapiantati a Roma; dall’altra i Barberini, casata ambiziosa e colta, decisa a inscrivere il proprio nome nella città dei papi. L’incontro tra Gian Lorenzo e Maffeo Barberini – il futuro Urbano VIII – è il punto in cui le loro genealogie smettono di essere private e diventano destino europeo.La mostra Bernini e i Barberini, in programma fino al 14 giugno prossimo nelle sale di Palazzo Barberini rimette al centro questo nodo originario con una interessante trama familiare che lo rende possibile. Maffeo, prima ancora di salire al soglio nel 1623, intuisce nel giovane scultore qualcosa che va oltre la perizia. Lo sottrae all’orbita del padre Pietro, ne favorisce l’autonomia, gli offre un orizzonte che non è solo economico ma simbolico: la possibilità di incarnare un’idea nuova di grandezza romana.Loading…Photo Alberto NovelliLe apiI Barberini conoscono il valore delle immagini. Arrivati da Firenze, portano con sé il modello mediceo della magnificenza come linguaggio. Fondano biblioteche, proteggono letterati, costruiscono una corte che è officina culturale. Le api dello stemma non sono semplice araldica, ma indicano un ordine produttivo, una comunità operosa che trova nella forma la propria legittimazione. Bernini comprende che quell’emblema chiede movimento, moltiplicazionee – dunque – splendore.Prima del Baldacchino, prima che il bronzo si torca nello spazio di San Pietro, la svolta è già visibile nel marmo. Il San Sebastiano pagato da Maffeo nel 1617 vibra di una tensione che non appartiene più alla compostezza manierista. La superficie si fa pelle, il corpo si inclina verso chi guarda e non c’è più distanza contemplativa, ma coinvolgimento. È qui che il lessico caravaggesco e la disciplina carraccesca vengono assorbiti e superati in una lingua che mira a persuadere attraverso la meraviglia.Con l’elezione di Urbano VIII l’intesa familiare diventa un programma monumentale. Il cantiere di San Pietro offre a Bernini il teatro definitivo e il Baldacchino stabilisce una nuova gerarchia tra le arti: architettura, scultura e decorazione fuse in un unico organismo. Non copre soltanto l’altare papale, ma costruisce una scena che ordina lo spazio e lo sguardo. Roma si riconosce in questa centralità orchestrata, in questa capacità di tenere insieme rito e spettacolo. Il Barocco prende forma come sistema.






