Ascolta la versione audio dell’articoloUn caminetto di foggia rinascimentale incastona perfettamente fattezze del futurismo novecentesco. Il connubio è esemplare e il prestigioso contesto aggiunge, sposa e quindi si innova aprendosi a interazioni e mondi inusitati. Tutto ciò in una mirabile sintesi è al Museo Bagatti Valsecchi con la mostra Depero Space to Space, la creazione della memoria, a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico.“C’è una somiglianza tra questa casa che è una casa ottocentesca, però arredata come se fosse una casa rinascimentale, e la casa museo di Depero a Rovereto, sebbene oggi appunto si chiami Casa d’arte futurista” ci racconta la curatrice Boschiero.Loading…Fortunato Depero al Museo Bagatti ValsecchiPhotogallery13 fotoVisualizzaE ancora “Depero, l’aveva battezzata come il suo museo e ha delle sembianze simili perché è una casa di pietra, è un edificio che ai tempi era stato nel Medioevo un ospedale e poi, in tempi più ravvicinati, invece un banco dei pegni. Quindi questa antichità, serve a Depero per orchestrare un arrangiamento dei suoi dipinti all’interno di un museo che non era quello che lui avrebbe voluto, perché lo avrebbe desiderato ex novo. Però questa capacità secondo me di arrangiarsi di far sì che il luogo diventi poi alla fine quello che supporta il suo lavoro mi sembra una cosa molto buona” conclude Boschiero.Fortunato Depero torna in mostra a Milano Merito di questa esposizione – che riporta a Milano Fortunato Depero a 35 anni dall’ultima retrospettiva a lui dedicata, attraverso un percorso davvero stupefacente, nelle sale del Museo Bagatti Valsecchi – è nell’aver saputo decontestualizzare per riattualizzare un’artista, che storia e critica hanno piuttosto marginalizzato.Depero Space to Space, La creazione della memoria, Milano, Museo Bagatti Valsecchi, a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, fino al 2 agosto






