“Escludiamo che la causa
dell’incidente possa essere stato un malore del conducente
dovuto a sincope vasovagale”. Così l’avvocato Stefano Benvenuto,
legale di Flores Calderon, tra le persone rimaste ferite lo
scorso 27 febbraio in seguito al deragliamento del tram,
incidente in cui sono morti il compagno della donna, Ferdinando
Favia, e Okon Johnson Lucky.
Il legale, nel sostenere ciò, si basa non solo sul parere del
consulente da lui nominato, il dott. Massimo Rovati, ma anche su
un’ampia letteratura scientifica. Il tranviere, ora indagato per
disastro ferroviario e omicidio e lesioni colposi e plurimi, fin
da subito ha spiegato di aver perso il controllo del mezzo in
quanto aveva visto “tutto nero” per qualche secondo per via di
una brutta botta all’alluce del piede sinistro presa mentre,
qualche fermata prima, stava caricando una seggiola a rotelle.
Per Benvenuto il tempo intercorso tra il colpo e il mancamento
è troppo ampio. “La sincope vasovagale – ha spiegato – è una
breve e benigna perdita di coscienza (svenimento) causata da un
temporaneo calo della pressione arteriosa e della frequenza
cardiaca, indotto da un riflesso nervoso in risposta a stress,
dolore, lunga posizione eretta o calore, e che si risolve
spontaneamente in pochi minuti. La letteratura scientifica è
concorde nel calcolare in pochi secondi dallo stimolo il tempo
di sopravvenienza dei sintomi”. Quindi, a suo avviso, il
mancamento avrebbe dovuto verificarsi dell’immediatezza della
botta e non dopo parecchi minuti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








