Ascolta la versione audio dell’articoloL’immaginario salgariano lo ritroviamo intatto e onirico lungo un percorso ad “U” che come d’incanto ci proietta tra le foreste del Borneo e le tigri della Malesia. Perché il mito di Sandokan ha trovato in quel dell’Orangerie della Villa Reale di Monza tutto il suo potere evocativo e, cogliendo il momento del rilancio grazie alla recente serie televisiva, sulle note nostalgiche di quello che fu ul successo televisivo dei primi anni ’70, celebra al meglio l’eroe di Emilio Salgari, che qui ritrova i vecchi costumi di scena creduti perduti e invece recuperati pressocché intatti oltre a molteplici memorabilia che appartengono al mito del protagonista della saga che ebbe nell’interpretazione di Kabir Bedi il suo culmine.Sandokan, il ruggito della tigre di Mompracem alla Villa Reale di MonzaResistenza e ribellioneUn mito che si autogenera ed è sempre attuale vista la forte caratterizzazione di un protagonista emblema di resistenza e di ribellione, di libertà, coraggio e lealtà, in grado di incarnare appieno il bisogno sempiterno e universale di scoperta, evasione, conoscenza e mistero, e questo nonostante il romanzo di Salgari apparve nel lontano 1883, attraverso la pubblicazione in 15o puntate sul giornale “La Nuova Arena” di Verona.Loading…I tagliatori di testePer la prima volta in assoluto si può qui ammirare la collezione etnografica originale dei Dayak, i tagliatori di teste, donata al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario e realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan.“Sandokan, la tigre ruggisce ancora”, a cura di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, Orangerie, Reggia di Monza, fino al 28 giugno 2026





